20 novembre: industrializzazione consapevole per un’Africa che guarda ad un futuro sostenibile

Aggiornamento: 22 nov 2021



Quando si pensa all’Africa, generalmente è quasi automatico ricollegarsi al concetto di Terzo Mondo. Nel corso degli anni infatti, l’identità e l’autonomia di questo continente sono state nebulose e intrinsecamente legate prima a scenari di schiavitù e sfruttamento, e poi di povertà.


È proprio in quest’ottica che, nel 1989 ad Addis Abeba, durante il cosiddetto “Secondo Decennio dello Sviluppo Industriale per l’Africa” (1991-2000), l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 20 Novembre “Giornata Mondiale dell’Industrializzazione dell’Africa”.


In quest’ occasione, ai governi nazionali e alle organizzazioni internazionali, alle ONG e a tutti coloro che sono interessati, è offerta la possibilità di analizzare iniziative volte alla promozione dello sviluppo industriale nel continente africano.


Un’urgente necessità di cambiamento


Ad oggi, secondo Stephen Ekokobe Awung, il sottosviluppo economico in Africa è causato da diversi fattori, tra cui la carenza di infrastrutture, la mancanza di un’adeguata comunicazione tra etnie dovuta alla diversità linguistica, la frequenza di conflitti militari e di episodi di corruzione. Non è però di certo una novità che il deficit economico di un paese sia legato anche ad un dissesto sociale e governativo; non a caso quindi, lo scopo delle Nazioni Unite per avviare l’Africa verso una crescita economica positiva e quindi anche verso una trasformazione strutturale, è quello di trattare il tema dell’industrializzazione secondo una prospettiva orientata prima all’ inclusività e, subito dopo, alla sostenibilità.


20-24 Novembre 2021: African Industrialization Week



I principali macro-temi del summit organizzato per il 2021 saranno tre:

  1. l’operato dell’African Continental Free Trade Area (AfCFTA) e i suoi effetti sull’industrializzazione;

  2. il Covid-19 come spinta all’industrializzazione;

  3. il Terzo Decennio di Sviluppo Industriale per l’Africa (IDDA III) rapportato all’industrializzazione.

Osservando questi punti, è chiaro che in quest’ equazione complessa la costante sia l’industrializzazione, ma quello che è necessario specificare è che il risultato dovrà essere un progetto multi-settoriale e multi-direzionale, utile non solo a far aumentare i tassi di crescita economica, ma anche a diversificare l’economia africana stessa. Ma ora approfondiamo le tematiche sopracitate.


In primo luogo, l’AfCFTA ha come obiettivo quello di creare un unico mercato per beni e servizi in Africa, contribuendo alla creazione di un’economia integrata tra i 54 stati membri. Si punta a implementare l’operato di alcuni settori chiave, come quello energetico-tecnologico, quello dell’industrializzazione verde, quello finanziario e quello dell’istruzione, per soddisfare gli obiettivi dell’Agenda 2063, progetto volto alla trasformazione sostenibile del continente africano nella centrale elettrica globale del futuro.


Riguardo il secondo punto, la pandemia Covid-19 ha chiaramente creato una crisi economica e sanitaria in tutto il mondo, ma al contempo per l’Africa questa situazione potrebbe rappresentare un punto di svolta. Infatti, questa circostanza ha contribuito a far emergere i limiti del commercio internazionale e pertanto a rendere evidente la necessità per il continente di creare una rete commerciale che sia indipendente e resiliente a livello locale, regionale e nazionale. La dinamica ideale sarebbe quella di riuscire a scatenare la nascita di una florida rete di piccole e medie imprese su tutto il territorio.


Infine, il Terzo Decennio di Sviluppo Industriale per l’Africa (2016-2025) prevede un’opera di ringiovanimento del programma di industrializzazione in chiave panafricana, che consideri le dinamiche politiche, economiche e sociali emergenti. A questo proposito, l’obiettivo 9 dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile capita a fagiolo, promuovendo la costruzione di infrastrutture solide per contrastare le sfide strutturali e incoraggiare l’innovazione e il progresso industriale equo.


In concreto


Uno dei maggiori organi al lavoro affinché questo disegno di miglioramento si concretizzi è sicuramente la United Nations Industrial Development Organization (UNIDO), che a piccoli passi sta dando un contributo concreto alla causa. Tra le iniziative di maggior rilievo, il progetto in Sierra Leone in collaborazione con l’imprenditoria locale per rafforzare la capacità di adattamento al cambiamento climatico e i settori idrico, agricolo ed energetico del paese.


In definitiva, per quanto nel mondo industrializzato di oggi la meta per l'Africa sia ancora lontana, "anche un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo" (Laozi) e, con questo obiettivo in mente, Ca’Foscari for SDGs si sta impegnando per portare alla luce queste tematiche tanto attuali quanto sensibili, verso le quali anche l’aiuto del singolo conta.

Se anche TU lettore vuoi dare il tuo contributo quindi, prova a partire da qui: fai fluire le idee e mettiti alla prova! Solo così, insieme, riusciremo a promuovere la cooperazione allo sviluppo per un mondo futuro inclusivo e sostenibile.







Approfondimenti


https://au.int/en/afdd2021


https://au.int/en/documents/20190905/african-integration-booklet


https://au.int/en/documents/20201202/making-afcta-work-women-and-youth


https://au.int/en/ti/amv/about




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