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  • Anonimo

La moda sostenibile

Perché optare per la moda sostenibile?


Il settore tessile della moda è uno dei settori con il maggior impatto ambientale, subito dopo quello della petrolchimica. L'industria tessile è responsabile del 10% delle emissioni globali di gas serra ogni anno: solo nell'Unione europea vengono prodotti 654 chilogrammi di CO2 equivalente per persona. I jeans sono uno dei capi di abbigliamento che richiedono un consumo eccessivo di acqua per essere prodotti. Più precisamente, sono necessari 3.800 litri di acqua per produrre un solo paio.


Le questioni legate alla sostenibilità stanno diventando sempre più parte integrante delle strategie aziendali, dalle marche di lusso ai marchi di fast fashion. Negli ultimi anni, il settore della moda si è chiesto come introdurre politiche verdi e catene di approvvigionamento controllate per ridurre l'impatto. I capi di abbigliamento eco-sostenibili, o abbigliamento sostenibile, devono essere "sostenibili lungo tutto il loro ciclo di vita" e per essere definiti tali, il materiale utilizzato deve essere ecologico e tutti gli aspetti della produzione devono essere sotto controllo sociale. La sostenibilità si basa su quattro pilastri: ambientale, sociale, economico ed etico. Qual è l'impegno delle aziende di moda sostenibile? La moda sostenibile ha sviluppato la ricerca di nuovi materiali derivati da scarti vegetali come ananas e arance, sono state create collezioni con tessuti ecologici, spesso recuperati dalla tradizione, derivati da fibre di ortica, ginestra, canapa, bambù e molti altri. Sta crescendo anche l'uso di tessuti riciclati da materiali particolarmente inquinanti come la plastica. Per le finiture come l'impermeabilizzazione o l'effetto consumato dei tessuti, si è ridotto l'uso di prodotti chimici e molte aziende hanno ridotto le emissioni e il consumo di acqua, particolarmente abbondante in questo settore.


Da un lato, ci sono i marchi storici, gli stilisti, le grandi catene, i produttori di tessuti e filati che accolgono le esigenze della sostenibilità e le inseriscono nella loro rinnovata strategia commerciale, dall'altro, sono nate nuove realtà di marchi di moda, alcuni con un elevato contenuto creativo e qualitativo, con piccole collezioni ecologiche, sostenibili e spesso cruelty-free. Il sistema di distribuzione, spesso costoso, ostacola e penalizza i piccoli attori i cui canali di distribuzione preferiti sono il web, i negozi temporanei, i piccoli showroom o gli eventi locali di vendita diretta al pubblico.


Questa evoluzione del sistema moda è stata e continua ad essere stimolata dalle diverse associazioni ambientaliste e di protezione degli animali che, negli ultimi anni, hanno chiesto direttamente agli attori del settore di intervenire. Un contributo importante è stato dato dalla campagna Detox di Greenpeace, che dal 2011 chiede alle aziende di moda di tutto il mondo di eliminare le sostanze chimiche nocive dalla catena di produzione. Un altro tema caldo è il degrado degli oceani, inquinati soprattutto dalla plastica. Molte aziende producono collezioni realizzate con materiali riciclati dalla plastica che soffoca i mari.


Un altro aspetto della sostenibilità è quello della moda solidale. Esistono collezioni di abbigliamento e accessori realizzati in vari paesi del mondo, dall'Africa all'America Latina, su progetti di ONG, associazioni o singoli individui che offrono opportunità di lavoro adeguatamente retribuite alle popolazioni locali. Queste produzioni combinano il design più attuale con la saggezza e la cultura del luogo, i tessuti, le tinture, l'artigianato e le decorazioni. La moda sostenibile ha anche il vantaggio di valorizzare l'artigianato e il fatto a mano, recuperando l'eredità delle tradizioni locali da combinare con la creatività delle tecnologie più avanzate.


Un aspetto fondamentale che sta diventando sempre più popolare anche nella moda è l'eco-design, o la capacità di partire dal design e pensare a un capo d'abbigliamento dalla sua nascita alla sua disposizione. Questo approccio già consolidato in altri settori come l'automotive consente di progettare tessuti o abiti realizzati con materiali riciclabili o biodegradabili, con riduzione degli scarti di lavorazione, utilizzo di chimica verde per il trattamento e la finitura.


L'industria della moda, come altri settori, sta affrontando nuovi modelli economici di economia circolare per organizzare e razionalizzare i propri processi produttivi, limitare gli sprechi e cogliere le nuove opportunità offerte dall'utilizzo dei rifiuti di altri settori (ad esempio, agroalimentare) in una logica di sostenibilità ambientale. L'innovazione tecnologica consente sempre più l'uso di macchine e sistemi di produzione intelligenti per gestire ogni fase, dalla progettazione alla movimentazione delle merci. Anche le tecnologie digitali e la stampa 3D hanno dato un grande impulso e hanno limitato l'uso di prodotti chimici nocivi per l'ambiente e la salute, che ostacolano anche il riciclaggio dei tessuti trattati. La moda, portavoce dei cambiamenti culturali e sociali, offre oggi numerosi esempi di promozione del rispetto dell'ambiente e di sensibilizzazione alla lotta contro i cambiamenti climatici, i cui effetti sono sempre più evidenti in tutte le regioni del mondo. Dare una vita più lunga ai vestiti e agli accessori di qualità permette di ridurre gli sprechi che spesso finiscono nelle discariche. Nella vita quotidiana possiamo contribuire al pianeta.




Fonti:

Immagine: GettyImages

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